ChelidonErba delle rondini, il significato del suo nome deriva dal greco: chelidon =rondine.
Gli antichi greci e i latini pensavano che le rondini usassero i germogli di questa pianta per far aprire gli occhi ai loro piccoli che, si pensava, nascessero ciechi. Questo fatto portò all’uso popolare della pianta per curare malattie degli occhi, ma questa terapia è molto pericolosa dato che la chelidonia è caustica e serve per estirpare i porri della pelle (infatti, in molte regioni italiane viene chiamata Erba porraia). In ogni modo, dato che la chelidonia ha anche un forte potere antimicotico per certe forme di disturbi oftalmici può essere utile, ma sempre sotto la guida di un esperto.
L’uso attuale in fitoterapia è molto utile per i le affezioni epatiche, soprattutto riguardo ai disturbi dovuti a calcolosi biliare e all’epatite C.
Paracelso aveva già capito queste cose attraverso la teoria della “signatura”, da lui stesso predicata. Egli assimilò il colore del lattice della pianta, ai succhi biliari e constatò che il suo uso la rendeva capace di “aprire le occlusioni” di quest’ organo.
Altro uso, nell’attuale fitoterapia, per la sua azione antispasmodica sui tessuti muscolari (dovuta alla chelidonina e agli alcaloidi del papavero in essa contenuti), è in infusi composti.
Nell’odierna fitoterapia si sono riscontrati ottimi effetti nella cura di alcune malattie dl fegato e delle vie biliari (calcolosi).
Per uso esterno, come accennavo sopra, è ottima per estirpare le verruche, per questo il risultato migliore è l’uso del lattice da pianta fresca, ma funziona molto bene anche la Tintura Madre.








marzo 30th, 2011 at 20:16
per favore , rivolgendomi alla vostra cortesia, che cosa è la tintura madre , a proposito della chelidonia . ringrazio molto per la attenzione che vorrete prestarmi e la eventuale gradita risposta . alberto carè