Questa pianta conosciuta da Dioscoride e Galeno, nonchè dalla Scuola Salernitana, citata ampiamente dal Mattioli, come medicamento fitoterapico, è in disuso. Mentre nella tradizione popolare (zona di Anzio), l’infuso delle sue foglie veniva assunto come diuretico e il decotto, 2 o 3 tazzine al giorno, era usato come antiinfiammatorio epatico. A Marino (RM), il decotto di rizoma o foglie è usato come antitosse. In Toscana fa parte delle felci che curano le scottature.Probabilmente l’abbandono di questo tipo di medicamento si deve anche alla scomparsa della pianta in varie
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