Botanica e Medicina Naturale

Benvenuti su EtnoBotanica.org!

Notizie In Rilievo

Collegamenti Sponsorizzati

Omeopatia, cure naturali
Payday loans
maintop.gif

Tutti gli articoli di maggio, 2012

Ortica

Il suo nome deriva dall’ effetto che ha sulla pelle: “urens” =bruciante. La particolarità di questa pianta, infatti, è di possedere dei peli acuminati che, al minimo contatto si rompono ed iniettano un liquido irritante, ma molto efficace contro i dolori reumatici. La convinzione dei Latini secondo i quali questa pianta curava i reumatismi, è tuttora valida tanto che pastori e contadini delle nostre campagne la usano ancora per questo scopo. In genere prendono un fascio di ortica e frustano la parte dolorante, l’acido che si libera, quando la punta di ciascun pelo si spezza, provoca un’infiammazione cutanea dolorosa, ma al termine di essa, scompare anche il dolore reumatico.
La pianta era già nota a Galeno che la riteneva utile contro il catarro bronchiale e le ulcere della pelle. Più tardi Pier Andrea Mattioli nei “Commentarii” ne fa una lunga disquisizione lodandone le sue qualità terapeutiche.
In fitoterapia è utilizzata come rimineralizzante e per la sua azione emostatica ed emopoietica dovuta alla presenza nella pianta di Vit. K e Vit. C ed è consigliata come antiemorragico nelle epistassi e nelle metrorragie.
Studi più recenti hanno evidenziato l’utilità della pianta, sotto forma di infuso o tintura madre, nell’eliminazione di cloruri e dell’urea, per questo l’infuso d’ortica è utile nell’artrite, nella gotta, nel reumatismo articolare.
I semi di ortica sono ottimi per curare l’enuresi notturna dei bambini.*
Per uso esterno le frizioni di ortica, sotto forma di lozioni o di estratti, sono molto utili contro la caduta dei capelli e l’acne giovanile.

*E’ bene preparare dei biscottini con semi di ortica chei bambini gradiscono molto più di una tisana e sono veramente efficaci
(se volete la ricetta scrivetemi)

 Con questo termine si usa indicare quella parte della medicina che cura le malattie usando rimedi vegetali.
La storia della Fitoterapia risale all’epoca delle caverne. Infatti gli archeologi hanno trovato dei chiari reperti che fanno capire che le piante non erano usate solo per l’alimentazione, ma anche per curarsi.
Questi tipi di cure sono state tramandate, per secoli, oralmente. Con l’avvento della scrittura le ricette e i rimedi sono stati raccolti e codificati sia nei paesi occidentali che in quelli orientali. La tradizione orale è, così, andata scemando, ma non è mai del tutto scomparsa. A tutt’oggi, se giriamo per i paesi in cerca di ” notizie”, troviamo sempre qualche persona anziana che ci consiglierà dei rimedi lasciatigli, verbalmente in eredità dai genitori o dai nonni.
Questa terapia empirica, basata sulle tradizioni popolari, è rimasta per lunghissimi anni l’unico rimedio conosciuto per combattere qualsiasi malattia.
Nel XIX° secolo, con l’avvento dei primi farmaci di sintesi e con la scoperta della penicillina, la fitoterapia, in Occidente, è stata quasi totalmente abbandonata.
Dopo alcuni decenni di uso indiscriminato di medicine di sintesi ci si è accorti degli effetti collaterali che le stesse potevano provocare (malattie iatrogene) e qualcuno, soprattutto botanici, farmacisti etnologi e qualche medico illuminato, si è chiesto se l’abbandono totale di tutta la ” scienza” passata fosse una trovata intelligente. E così si è ripartiti verso uno studio più approfondito della medicina tradizionale che ha portato ad un progresso anche nel campo delle preparazioni e nell’uso delle piante officinali.

Attualmente viviamo forse un problema opposto a quello di alcuni anni addietro, ma altrettanto pericoloso: la moda! Anche la Fitoterapia e l’Erboristeria “vanno di moda”. Infatti siamo circondati e sommersi da pubblicazioni, sull’argomento, che spesso sono imprecise, pressappochiste, mal tradotte, mal copiate ecc. Che giustamente irritano tutti coloro che credono e praticano la Fitoterapia o che desiderano avvicinarvisi con sincero interesse.

ERBORISTERIA

Con questo termine si identifica quella branca di studi che si riferiscono al riconoscimento delle erbe e, più ampiamente delle piante che servono a curare in modo semplice e naturale i nostri disturbi.
Una volta si chiamava studio dei Semplici (= studio delle piante officinali)
La tecnica per iniziare a conoscere le piante, vale a dire, il loro aspetto esteriore e le loro proprietà è quella della pianta dal vivo, di qualche testo ben fatto, di fotografie e disegni; in oltre una pratica assai utile è la preparazione di un Erbario.
L’elemento più importante è l’amore per le piante, il rispetto per l’ambiente naturale e tanta pazienza.

  
blog etnobotanica