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Natura in pericolo

Biodiversità – In Puglia 200 specie a rischio

Sono circa 500 gli endemismi e le risorse genetiche vegetali italiane e balcaniche minacciate, che non possono andare perse. In Albania sono quasi 300 le specie in pericolo. Un progetto a difesa dell’ambiente mediterraneo

Sono quasi 200 le specie a grave rischio estinzione in Puglia. Continua senza sosta l’azione aggressiva dell’uomo che mina non solo i fragili equilibri ecosistemici ma ne sta determinando una lenta ed inesorabile perdita della ricca flora endemica che è peculiarità e ricchezza della nostra terra. Non è solo la Puglia che rischia l’impoverimento. Anche la vicina Albania, fino a poco tempo fa ricca e prospera terra per le specie tipiche del bacino del Mediterraneo, è alle prese con il rischio estinzione addirittura per quasi 300 specie.

Sullo scoglio detto Mogliuso fiorisce un singolare giaggiolo selvatico scuro, profumato, descritto pochi anni or sono come forma endemica (Iris revoluta) e meritevole quindi di assoluta protezione.
Sideritias cardicus è il fragile e nobile tè di montagna che cresce solo sulle montagne albanesi.
Cos’hanno in comune? Il rischio estinzione.
Per conservare la biodiversità vegetale non solo in Puglia ma in tutto il bacino mediterraneo, l’Unione europea ha finanziato un progetto nell’ambito del programma di iniziativa comunitaria «Interreg III A 2000-2006 Italia – Albania» denominato Ceratonia.

«Il progetto Ceratonia (nome latino del Carrubo) – come sottolinea il coordinatore scientifico del progetto il prof. Francesco Losurdo, ordinario di Economia Applicata Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari – mira a preservare le piante più rare. Un enorme patrimonio che potrebbe andare presto perso se non si interviene in maniera rapida e sinergica. Due anni di raccolta, catalogazione, conservazione, restauro, salvaguardia e valorizzazione di risorse genetiche di specie endemiche e/o germoplasma agrario. Sono circa 500 gli endemismi e le risorse genetiche vegetali italiane e balcaniche “minacciate”, che non possono andare perse». «Adesso – conclude il coordinatore scientifico del progetto – l’obiettivo è costituire un Organismo Intergovernativo con sede a Tirana e di continuare sulla strada intrapresa al fine di restituire alle comunità mediterranee l’antico splendore dei nostri ecosistemi».
«Delle 500 specie rare prese in esame – ha proseguito la prof.ssa Liri Dinga docente dell’Orto botanico dell’Università di Tirana – circa 300 crescono in Albania e per la loro conservazione “ex situ” abbiamo previsto sia la coltivazione da piante vive sia quella in vitro con il seme. I primi risultati stanno arrivando, penso che il futuro sia nella sensibilizzazione della gente».

Lo stato di avanzamento del progetto Ceratonia, organizzato dalla Comunità delle Università Mediterranee (Cum) è stato discusso insieme ad alcuni tra i maggiori esperti di germoplasma e biodiversità provenienti da Italia, Albania, Bosnia, Croazia e Serbia.
Capofila del progetto Ceratonia è la Comunità delle Università Mediterranee (Cum), e ha come partner: l’Università di Lecce, Disteba; l’Università di Bari, Dipartimento di Biologia e Chimica Agroforestale ed Ambientale Dibca, Sezione di Genetica e Miglioramento Genetico; l’Istituto Agronomico Mediterraneo (Iamb); Il ministero dell’Ambiente, Direzione Protezione della Natura (Albania); l’Università di Tirana, Orto Botanico (Albania); l’Istituto di Ricerca Biologica, Accademia delle Scienze (Albania).

 CLITORIA TERNATEA ALBA


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