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Le fumarie sono pianticelle dall’aspetto così particolare che è difficile confonderle con le altre. Una loro caratteristica è quella di produrre nettare nel corto sperone portato da ciascun fiore, che impedisce alla maggior parte degli insetti di raggiungerlo; solo le api, con il loro apparato boccale succhiatore, riescono a raggiungere il nettare. La riproduzione, infatti, avviene soprattutto per autoimpollinazione.Il nome Fumaria deriva dal latino medievale=Fumo della terra. Questo appellativo può derivare sia dal lezzo che si sprigiona quando la pianta viene sradicata da terra, sia dall’aspetto verde-bluastro del fogliame che può assomigliare ad una nuvoletta di fumo.Presente nei suoli arati (malerba) come nelle boscaglie di latifoglie, in tutta Italia, ma più diffusa nelle zone centro-meridionali.

Durante il medioevo la pianta fu dimenticata ed è stata riscoperta solo in tempi recenti da fitoterapisti francesi. E ciò soprattutto per le interessanti sostanze attive quali fumarina, resina, tannino, mucillagine, colina e flavonoidi con effetto antispastico, depurante il sangue e regolante il flusso bi­liare. Recenti esami clinici confermano che la fumaria liquefa la bile, esplica un effetto positivo sulle condizioni di deflusso ed ha effetto spasmolitico sullo sfintere del condotto biliare. Da qui le proprietà depurative ed abbassanti il colesterolo. Parte utilizzata: Erba fiorita Nella medicina popolare veniva usata in impacco sugli occhi infiammati, l’infuso come disinfettante delle ferite, in sostituzione dell’alcol. Contro gli eczemi e la psoriasi, si strofinava la pianta fresca sulla pelle, oppure si usava l’infuso dei suoi fiori emulsionato con olio d’oliva. Altre Indicazioni tradizionali: adiposità – obesità, calcolo biliare, debolezza biliare, stasi bilari, infiammazione della cistifellea(equilibrante), abbassa il colesterolo, colica biliare, depurazione del sangue (tramite fegato), dermatosi squamosa, eczema, insufficienza epatica, trattamento dopo epatite, leggera itterizia, stanchezza … Per uso interno, veniva bevuto l’infuso della pianta contro l’ipertensione e, come disintossicante, contro le eruzioni cutanee.

Ha un buon effetto come diaforetico, depurativo, stimolante delle secrezini dell’apparato digestivo e delle vie biliari, contrasta l’ipertensione arteriosa.Il suo uso va effettuato sotto controllo medico, l’infuso o la tintura madre di Fumaria non devono essere assunti per più di quindici giorni consecutivi, poichè si è riscontrato che nella prima settimana il preparato stimola la digestione ed è depurativo, nella seconda comincia ad avere un effetto sedativo e abbassa la pressione sanguigna. Probabilmente questi effetti sono dati dalla combinazione dei sette alcaloidi contenuti nella pianta. Le prime due settimane ha un effetto tonificante, quindi calmante, dimagrante e conciliante il sonno. Comunque ogni miscela per la depurazione del sangue dovrebbe contenere della fumaria. Si dice che grazie alla fumaria si possa diventare molto vecchi! Tintura Madre di Fumaria: Fumaria fresca (fiori e foglie apicali) gr. 10 Alcol etilico a 50° gr.100 Lasciare macerare per 8-10 giorni, filtrare e usarne 15 gg. in ½ bicchiere d’acqua, alla sera per non più di 15 giorni di seguito.

Attenzione: l’iperdosaggio può causare mal di stomaco

  
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